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GEOCHELONE PARDALIS (Testuggine leopardo)
Vive in Africa orientale, dal Sahara e dall’Etiopia fino al Sudafrica con due sottospecie: G. P. Pardalis e G. P. Babcoki frequenta zone secche e di savana dal livello del mare sino ad altopiani ad oltre 2500 metri di altitudine, soggette a lunghi periodi di siccità alternati a stagioni piovose. Spesso raggiunge i 60 cm. normalmente 40-45 cm., le femmine raggiungono dimensioni maggiori rispetto ai maschi. Ha un carattere tranquillo, solitamente accetta i conspecifici, ad eccezione dei maschi durante il periodo riproduttivo. In cattività la si può tenere ma in un terrario minimo di 2,5 x 2 metri di base con ampie aperture per garantire un ottima circolazione dell’aria. L’umidità ambientale non dovrebbe superare il 50-55%. Obbligatorio l’utilizzo di lampade a buone emissioni di UV. Bisognerà utilizzare lampade ad incandescenza per il riscaldamento del ternario, la temperatura deve essere di 30-32 gradi nella zona di “basking”, 25-26 gradi nel resto. Come materiale di fondo si possono utilizzare il fieno, trucioli e altri materiali che non trattengano l’umidità. Una bassa ciotola per l’acqua può essere utilizzata per due o tre giorni la settimana. L’allevamento all’aperto è possibile solo nei masi estivi, in ampi recinti con fondo di terra misto a sabbia per renderlo maggiormente secco. Per quando riguarda l’alimentazione la dieta è composta per la maggior parte da erbe selvatiche di campo, come il tarassaco o dente di leone, trifoglio selvatico e addirittura erba di campo. Integrare con lattuga, cicoria, radicchi rossi e verdi, zucchine e carote grattugiate. Per aumentare il contenuto di fibre aggiungere fieno ed erba medica, evitare frutti e cibi di origine animale. Importante un’aggiunta al cibo con calcio e un integratore vitaminico specifico per rettili vegetariani un paio di volte alla settimana. Si riproducono già ad una taglia di 25-28 cm. Il maschio cercherà di costringere la femmina all’accoppiamento con colpi della corazza e con morsi alle zampe posteriori e al capo della femmina. Una volta costretta la femmina, il maschio salirà posteriormente sul carapace per l’accoppiamento vero e proprio. Il nido consiste in una buca profonda in media dai 25 ai 35 cm. Le uova deposte possono essere minimo una decina, in media 20-25, l’incubazione ad una temperatura di 30-32 gradi. I tempi di schiusa variano molto, in media 100-130 giorni. E’ inserita in Appendice II della normativa CITES, è minacciata in quasi tutto l’areale di distribuzione dalle eccessive catture a scopo alimentare, mentre le uova ed i piccoli sono falcidiati da molti predatori (uomo) infatti, le corazze svuotate e conciate al meglio, sono usate come contenitori o come casse di risonanza per alcuni strumenti musicali.
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