LE CARATTERISTICHE DEI CHELONI

Morfologia ossea

La corazza molto robusta e convessa nella sua parte superiore  costituisce la caratteristica fondamentale che accomuna tutte le tartarughe e le differenza dagli altri gruppi di rettili. Questa corazza è formata dalle ossa dello scheletro  interno e da altre  ossa larghe e piatte, formate sulla pelle e quasi sempre saldate  con le prime. Nella maggior parte delle specie la superficie della corazza è rivestita da placche cornee, ma in alcuni casi il rivestimento può anche essere di pelle morbida. 

La corazza si divide in due parti: una dorsale, chiamata scudo o carapace, e una ventrale, chiamata piastrone; le due parti sono unite tra di loro da legamenti elastici. Il carapace è costituito da cinque serie longitudinali di placche ossee: una media (o vertebrale), due costali e due marginali. Queste placche ossee sono a loro volta ricoperte da placche cornee giustapposte o embricate, il cui numero e forma non corrispondono e che prendono il nome di nucali, neurali o vertebrali, costali, marginali e sopracaudali. Il piastrone consta di quattro paia di placche ossee chiamate epipiastre, iopiastre e xifipiastre, e da una placca impari detta entopiastra. Analogamente al carapace anche il piastrone è ricoperto da placche cornee, che, a seconda della posizione occupata, vengono classificate in intergolari, golari, omerali, pettorali, addominali femorali, anali e inframarginali.

La colonna vertebrale delle tartarughe comprende almeno 36 vertebre e risulta mobile solo nelle regioni caudale e cervicale, mentre il resto è saldato al carapace.

Le ossa mascellari superiori e la mandibola sono privi di denti, sostituiti da prominenze cornee che formano un becco molto affilato.

Anatomia interna

La muscolatura toracica della tartaruga è scarsamente sviluppata, contrariamente a quando avviene nel caso dell’estremità e del collo. La testa, il collo, gli arti e la coda possono rimanere al di fuori della corazza oppure essere retratti. La pelle che ricopre la testa, il collo, le estremità e, a volte, anche la corazza  può essere nuda oppure  ricoperta di placche o tubercoli di tipo differenti.

L’apparato respiratorio di questo animale possiede una caratteristica unica nei tetrapodi  ed estremamente interessante. Dal momento che la cassa toracica è immobile e fissa, l’inspirazione e l’aspirazione  vengono infatti realizzate mediante movimenti delle estremità anteriori e del collo. Le specie acquatiche utilizzano inoltre anche la cloaca, le cui pareti interne, eccezionalmente vascolarizzate, sono in grado di assorbire l’ossigeno presente nell’acqua come se si trattasse di branchie.

La maggior parte delle tartarughe è infine capace di effettuare immersioni in apnea molto prolungate.

Il sistema nervoso non presenta caratteristiche particolari.

Per molto tempo si è creduto che l’udito delle tartarughe servisse solo per captare le vibrazioni trasmesse nell’acqua  o nel terreno, tuttavia recentemente è stato provato che tramite esso l’animale riesce anche a cogliere le vibrazioni trasmesse nell’aria e che la sua acutezza è simile a quella dell’udito dei gatti. L’orecchio delle tartarughe è privo di condotto uditivo esterno e la membrana timpanica può essere visibile e invisibile.

La vista di questi animali è perfetta e l’occhio, protetto da tre palpebre, si trova a contatto con le ghiandole di Harder.

Nei cheloni anche l’apparato digestivo non presente caratteristiche particolari. La lingua è molle e non protrattile, l’esofago contiene numerose papille, lo stomaco è in genere semplice e l’intestino può essere privo del tratto cieco. La cloaca sbocca all’esterno attraverso un’apertura arrotondata, dalla quale vengono espulsi o prodotti dell’apparato escretore e genitale